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Mauro

Perennemente col sorriso stampato in faccia, solare e a volte anche con l’ingenuità di un bambino, sempre pronto ad aiutare chi lo cercava servendosi magari di esperienze già vissute. Si distingueva anche per il suo amore per la vita con tutto quello che questa gli offriva. Esempio di caparbietà nel voler raggiungere ad ogni costo le mete prefissate. Il suo desiderio era quello di lasciare un segno di sè nel mondo, diventare qualcuno di importante ma, stando ad ascoltare chi ha avuto la fortuna di conoscerlo bene, lui, per il suo modo di essere, era già  qualcuno a cui molti facevano riferimento e a cui molti ricorrevano per trarne forza nei momenti bui. Il rammarico e il rimpianto di molti infatti è quello di non essere riusciti ad esprimere e a dirglielo a voce quanto era importante nella loro vita.

Mauro attraverso la musica esprimeva i sentimenti più profondi provati verso un amico, verso il suo amore. L’introspezione della sua anima, del suo io, lo portava alla ricerca e allo studio dell’esistenza dell’essere. Il suo cammino di ricerca interiore veniva esplicato con il mutamento esteriore del suo modo di vestire, di fare, di articolarsi alla cura esteriore, come se volesse perfezionare e creare (con tanta originalità) un personaggio dall’aspetto irrequieto. Tutto per nascondere un carattere dolce e contemporaneamente possessivo (per le cose e le persone a cui  teneva di più).

Intransigente con le persone ipocrite, se faceva una cosa era semplicemente perchè ci credeva, non amava la violenza, ma si metteva in discussione dinanzi ad un’ingiustizia. Estroverso, imprevedibile, scanzonato, riusciva sempre a farti sentire una persona unica e importante, ha avuto sempre un gran senso del rispetto per ogni persona diversa che incrociava nel suo cammino, specialmente per i più deboli.

Or bambinone sempre pronto agli scherzi e a far divertire, or profondo, sensibile, intuitivo, capace di cogliere un tuo stato d’animo particolare passato inosservato da tutti. Non amava tanto parlare delle sue cose, piuttosto era un ottimo ascoltatore e riusciva sempre a trovare il tempo, nonostante i suoi mille interessi, il lavoro, la musica, per ascoltare e incoraggiare chi lo cercava e aveva bisogno di lui.

Sin da piccolo ha dimostrato di sapere intrattenere chi era con lui, incorreggibile e grande imitatore sennonchè abile animatore. Insomma con lui non ci si annoiava mai, perchè riusciva a trasformare una monotona serata in una da sballo.

Amava curare il suo corpo, amava l’abbigliamento originale tanto che spesso inventava sia nel vestiario che nel look dei suoi capelli, che amava  tenere sempre in perfetto ordine. Con molta disinvoltura riusciva a portare la bandana o i berretti sempre diversi. Con facilità, a secondo della giornata, amava indossare sia i pantaloni larghi e comodi, sia quelli stretti e attillati, ma sempre si sapeva distinguere per l’originalità  e la creatività.

Sin dalla più tenera età  ha dimostrato di possedere doti e tendenze artistiche. Infatti, a soli 7-8 anni gli veniva naturale suonare qualsiasi cosa che producesse suono. Ha fatto esperienza di danza classica e moderna con l’insegnante Carlo Panzera di Lecce, sino all’età di 13 anni. Non passò molto tempo e l’innata voglia di inserirsi nella musica lo portò a prendere da solo l’iniziativa di iscriversi al Festival Voci Nuove di Ugento. Sorprese per il suo modo di interpretare un brano molto difficile di Riccardo Cocciante, “Margherita”, e lasciò il segno nel cuore di molti, anche se non vinse il Festival. Da quella volta spesso si ritrovava quasi senza accorgersene con un microfono in mano nelle serate con gli amici, in feste di compleanno o di intrattenimento vario, sempre con il desiderio grande di migliorare e maturare le sue doti e sempre alla  ricerca del sapere e di tutto ciò che riguardava la musica, facendosi sempre il più intransigente autocritico.

A 15 anni ha voluto intraprendere l’attività  di fotografo, avendo così il modo di conoscere e stare a contatto con la gente: con questa attività  ha instaurato rapporti di amicizia e di corrispondenza: non si contavano infatti gli amici. Allo stesso tempo non trascurava la musica e, ostinato e deciso più che mai ad entrare nel mondo della musica, non perdeva qualunque occasione gli si presentasse, iscrivendosi a varie manifestazioni, dove si iniziava a vederlo spesso vincitore. Si iscriveva anche a selezioni importanti, dove riusciva a classificarsi ad un passo dai finalisti, come, per esempio Sanremo Giovani, Castrocaro Terme (1996 e 1998). I personaggi preferiti a cui piaceva ispirarsi sono stati Massimo Di Cataldo, Gianluca Grignani, Biagio Antonacci, e, in seguito, Nek, tanto che gli veniva così spontaneo e naturale cantare le sue canzoni come fossero sue, ma poi capì che nella musica bisognava essere personaggi originali e unici per fare successo. Faticò non poco per eliminare dalle sue esibizioni la figura di Nek, a cui tanto si era ispirato, cominciando così a personalizzare e inventare sia il suo modo di cantare che quello di vestire, diventando sempre più creativo.

Molto ostinato se voleva raggiungere una meta, tanto che quando si mise in testa di voler fare delle esperienze televisive, nel 1997 riuscì a partecipare come comparsa negli studi di Canale 5 ad una trasmissione condotta da Laura Freddi. Immaginarsi la gioia, al ritorno da questa      sua esperienza: aveva avuto l’opportunità  di conoscere tanti personaggi famosi come Carmen Consoli, i Neri per caso e Nek, il suo idolo, che incontrava sempre più spesso nei suoi vari spostamenti.

Nel 1998 visse l’esperienza del militare nella Marina Militare di Taranto. Per sua fortuna il periodo era stato ridotto a soli 10 mesi, che furono per lui i più lunghi e i più difficili: non era fatto per lui il servizio militare, a lui bastava la sua chitarra e la sua musica per far guerra!

Non passò molto tempo da quando vinse il Disco Estate Giovani con la canzone “Messaggio d’amore” di Maurizio Lichena. Subito dopo incise il suo primo disco con la casa discografica Fly Record.

L’anno successivo al Disco Estate Giovani vinse con una canzone, di cui era stato l’autore, dal titolo “Se restiamo insieme noi“. Quella sera avevano notato la sua bravura i vari personaggi famosi presenti come Teddy Reno, Rita Pavone e l’autore di Claudio Baglioni. Volle riproporre questo brano al Festival Giò Rè di Galatina, dove sarebbero stati presenti, oltre che personaggi famosi come Gino Tortorella, Katya Ricciarelli e Alessandra Canale, anche il grande Mogol, l’autore di Lucio Battisti. Il premio messo in palio era lo studio e il perfezionamento di autore nonchè un soggiorno a Roma, nel C.E.T. (Centro Europeo di Toscolano), nella residenza di Mogol. Mauro mise tutto il suo impegno per emergere e distinguersi tra i tanti concorrenti. Gli si offriva la possibilità  e ci riuscì. Vinse quel Festival e fece la sua esperienza. Stupenda e indimenticabile, l’avrebbe descritta al suo ritorno dal C.E.T.

Spesso riceveva delle proposte per sfilare nel mondo della moda o della pubblicità . Ma a Mauro non interessava niente di tutto questo: lui ripeteva che il suo sogno era di diventare famoso ma con le sue canzoni e trasmettendo le sue emozioni, e continuava a lavorare con le sue canzoni, con la sua musica. Sembrava avesse fretta di fare, come se non ci fosse più molto tempo.

Dopo qualche mese, ad ottobre dell’anno 2001, mezza Italia lo vide protagonista nella trasmissione condotta da Daniele Bossari, “Saranno Famosi“, nella sfida con Denis, il campione del momento. Qui non si vuole affatto criticare o enfatizzare il fatto che la sfida la vinse Denis, ma Mauro lasciò parlare di sè per molto tempo e molti non hanno accettato e il responso della Giuria perchè Mauro ha dimostrato dinanzi a milioni di telespettatori di essere stato molto bravo e convincente con la sua interpretazione.

Molti erano i sogni e i progetti che Mauro racchiudeva nel suo cuore, a cui anelava. Si impegnava continuamente e freneticamente per realizzarli tutti come se non ci fosse tempo a sufficienza per proseguire la sua corsa.

Infatti dopo solo qualche mese la sua voglia di fare, la sua immensa gioia per la vita, il suo amore immenso per la musica e per tutto ciò che  faceva è finito. Come un fiore Mauro è stato reciso e strappato all’affetto di tutti coloro che lo hanno amato e la sua giovane vita è stata interrotta crudelmente in un incidente d’auto, il 18 aprile 2002, in un pomeriggio di primavera. Destino, fatalità, si dirà. Rimarremo sempre con gli interrogativi ai quali non riusciremo mai a dare una risposta. Quello che è certo è che Mauro ha lasciato un’impronta indelebile di sè in tutti coloro che lo hanno conosciuto, e un grande vuoto incolmabile nei cuori di chi lo ha amato.

Ecco il ricordo della sua maestra elementare:

“Mani grandi e forti, energiche, che hanno voglia di fare, di esprimersi; gambe che non sanno cosa vuol dire quiete, stasi, riposo, sempre in movimento, in attività  anche frenetiche. Mauro l’ho conosciuto quando ancora non aveva sei anni. Si è dimostrato subito un bambino molto vivace, ipercoccolato dalla sua mamma, ed il classico “monello” che utilizza tutte le sue capacità , e ne aveva tante, per giungere ai risultati scolastici buoni col minimo sforzo. Le sue energie gli servivano per esprimere il grande bisogno che aveva di “giocare” e nel gioco esprimeva al meglio tutta la sua potenzialità  e creatività. Una delle sue “occupazioni” preferite era ritrovarsi dopo la scuola con compagne e compagni per ideare e organizzare spettacoli. Quando decideva di impegnarsi, i suoi componimenti risultavano espressivi.

Con il suo modo di essere semplice, dolce, sensibile e affettuoso, allegro, divertente e solare, impulsivo, travolgente, riusciva a rendersi speciale agli occhi di coloro che gli stavano attorno e faceva di tutto per strappare loro un sorriso”.